Tappi per Vino : Quali scegliere per imbottigliare il miglior vino sfuso

tappi per vino

Tappi per Vino : Quali scegliere per imbottigliare il miglior vino sfuso

Tappi per Vino : Quali scegliere per imbottigliare il miglior vino sfuso

Tappi per vino: la migliore guida del web che ti permetterà di scegliere il migliore tappo per la tipologia di vino che vuoi imbottigliare.

Tappi per vino: Il significato e a cosa serve.

Il tappo è un oggetto di forma cilindrica impiegato per otturare la bottiglia e impedire che il vino venga a contatto con l’aria e subisca processsi degenerativi quali l’ossidazione e acescenza.

Il materiale principe per produrre tappi è il sughero che, conosciuto già nell’antichità, veniva usato per chiudere le anfore e le giare.

Leggero, resistente, impermeabile ed elastico, questo materiale possiede infatti tutte le qualità per garantire un buon isolamento del vino.

Durante il medioevo cadde in disuso, forse perchè la terra da cui proveniva pressoché tutto il sughero disponibile la penisola iberica era sotto il dominio saraceno.

Per sigillare le botti si utilizzavano allora pezzi di legno avvolti nel tessuto, eventualmente coadiuvati da pece e cera.

Tappi per vino: l’origine e la storia

Nel Seicento, con l’apparire delle bottiglie in vetro, si usarono inizialmente tappi in vetro, come accade ancora adesso nel caso delle caraffe.

Il tappo in vetro, costoso e fragile, fu presto soppiantato da quello in sughero, e con esso comparve il cavatappi.

Negli ultimi decenni a causa della grande richiesta di tappi in sughero, la metria prima ha cominciato a scarseggiare.

Il mercato, inoltre tollera sempre meno i difetti del tappo che possono ripercuotersi sulla qualità del vino.

Si sono pertanto reperiti nuovi sistemi di tappatura o ripristinati quelli tradiozionalmente alternativi al tappo di sughero; i produttori hanno attualmente a disposizione unva vasta gamma di tipologie di tappo.

I tappi attualmente in commercio possono essere di sughero, di metallo o di altri materiali, la scelta del materiale è indispensabile per imbottigliare il vino.

Tappi per vino : le tipologie del sughero

I tappi di sughero possono essere di varie tipologie:

tappi per vino

Tappi da sughero

Il Monopezzo:

E’ un tappo che è stato ricavato da un solo pezzo di sughero, è un tappo tradizionale, ed è anche il migliore e il più costoso.

La sua capacità è quella di durare nel tempo infatti, può resistere per una trentina d’anni purché la bottiglia sia coricata in modo che il tappo sia a contatto con il vino e non lo faccia seccare, lasciando così passare l’aria che andrà ad ossidare lo stesso vino.

Al termine dei trent’anni consiglio di procedere alla sua sostituzione o meglio ancora bere il vino!!!!…

Il Compensato o agglomerato (tecnico):

E’ un tappo ricavato da pezzi si sughero troppo piccoli per realizzare un tappo monopezzo e assemblati in vari modi.

Esiste anche la tipologia tappo Spark che ha dimensioni un pò più superiori.

Tappo in sughero incapsulato (tappo a T):

E’ stato prodotto per i vini liquorosi o liquori, quelli che anche se aperti non subiscono ossidazione. Questo tappo è adatto per l’operazione togli e ritappa.

Il Rondellato:

E’ un tappo ottenuto da un tappo agglomerato ai cui capi vengono incollate due rondelle di sughero intero di buona qualità, in modo che il vino non venga a contatto con trucioli e collanti.

Il Fungo:

E’ un tappo utilizzato per lo spumante, è costituito per i due terzi superiori da un agglomerato di sughero, mentre la parte inferiore, che viene a contatto con il vino, è costituita da due rondelle di sughero incollate.

In origine sono cilindrici e assumono la forma a fungo in seguito alla compressione che subisce la parte che si trova nel collo della bottiglia.

Per saperne di più…

tipi di tappo

Quercia da sughero in Sardegna

Il sughero è un materiale vegetale che costituisce la corteccia della quercia da sughero (Quercus suber).

Trova le condizioni climatiche migliori in Portogallo dove si concentra il 55% della produzione mondiale, secondo posto con la spagna e infine a seguire Africa settentrionale e Sardegna.

Il sughero è leggero, elastico, inerte, impermeabile e di lunga durata ed è quindi il materiale ideale per la costruzione di tappi, in particolare per le bottiglie di vino di qualità.

La pianta da sughero che ha una vita media di 170 anni viene decorticata una prima volta quando ha circa una ventina d’anni, operazione detta demaschiatura, e questa prima raccolta viene scartata per la sua scadente qualità.

Le successive raccolte, praticate ogni 10 anni, sono invece utilizzabili per la produzione di tappi, dopo un periodo di stagionamento di 8-12 mesi e una serie di accurati trattamenti volti a impedire alterazioni o degenerazioni del tappo dovute a microganismi (sentore/odore di tappo), che si ripercuoterebbero sul vino.

Tappi per vino: le tipologie in metallo

Un altra tipologia di tappo è quello in metallo, si può scegliere:

Tappo a corona:

Venivano usati un tempo per i vini di tutti i giorni, che costano poco.

Questi tappi permettono di tenere la bottiglia in posizione verticale e tengono per almeno un anno o due.

Tappi a vite:

Sono tappi poco costosi, consentono di ritappare facilmente la bottiglia e tengono per parecchi anni.

Tappi per vino: altri materiali

Esistono altri materiali che concorrono alla costituzioni di altre tipologie di tappo :

Tappo a fungo in polietilene:

E’ quel tappo delle bottiglie di spumante che si vincevano ai tiri a segno dei luna-park ( vale come il vino che tappa);

Tappo Sintetico:

E’ stato costruito dalla metà degli anni Novanta con vari materiali (per esempio il silicone o misclee complesse protette da brevetto).

Ha buone caratteristiche meccaniche e chimiche, fa lo schiocco quando si stappa, non è troppo costoso, tiene per qualche anno.

Esso non ha la “magia” del tappo di sughero (tanto che in una degustazione alla cieca è percepibile la differenza tra due bottiglie dello stesso vino, e il migliore è quello con il sughero).

E’ molto adatta all’imbottigliamento di vini non pregiati, per i quali sembra un candidato ideale a sostituire il tappo tradizionale.

Il tappo sintetico ha caratteristiche uniche: sono sterili (non possono essere aggrediti da muffe), isolanti , non si sgretolano.

Essi sono utilizzati per i vini giovani e quindi vini di pronta beva.

Tappo in vetro:

Ci sono molti che sostengono questo materiale infatti, il vetro ha molte caratteristiche positive come l’immunità all’azione del tempo, è totalmente ermetico, ecologico ed è un materiale basilare per la conservazione del vino.

Dal punto di vista commerciale il tappo in vetro è bello da vedere e da la sensazione di pulizia e semplicità.

Tappi per vino: Perché il vino sa di tappo?

Avete mai percepito una volta stappato il vino quell’odore di muffa o cartone bagnato?

Ebbene quello è proprio il cosiddetto “odore di tappo“.

Ma perchè succede?

odore di tappo

caratteristica dei tappi attaccati dalla muffa

Si stima che le bottiglie di vino che sanno di tappo corrispondo dal 3% al 15% della produzione totale.

Il responsabile è l’Armillaria Mallea un fungo parassita della quercia da sughero che provoca anche il marciume radicale della pianta, esso si insinua tra il tessuto corticale e il tessuto legnoso staccando la corteccia dal legno sottostante.

È un fungo talmente vigoroso che l’albero deve essere estirpato e la buca disinfettata con prodotti chimici.

Quando questo fungo attacca il tappo per il vino non c’è niente da fare, bisgna buttarlo.

Nemmeno può essere utilizzato per cucinare, altrimenti va a contaminare tutti gli alimenti.

L’Armillaria Mallea emana una sostanza chimica chiamata tricloroanisolo (la sigla è Tca) che può essere descritto come un sentore di muffa somigliante a quello di un giornale o di un cartone ammuffito o anche di cantina umida.

Il fungo si sviluppa in ambienti freddi e umidi, pertanto quelli che rimangono a lungo in frigorifero ne sono più soggetti.

Il difetto nasce all’origine, quindi a poche ore dall’imbottigliamento.

Tappi per vino: conclusione

In conclusione penso che la scelta del tappo dipenda dal tipo di vino sfuso che si va a scegliere. Pertanto spero che questa guida sia stata la più esaustiva per le vostre scelte.

Vi ricordo che nel formato bag in box si possono trovare i migliori vini sfusi.

 

 

Massimiliano Dal Prà Sommelier professionista.

 

Condividi questo post

Comments (2)

  • Giuliano rispondere

    Buongiorno, mi chiamo Giuliano e sinceramente sono stato molto soddisfatto della lettura che ho fatto, è la prima volta che cerco di fare un vino invecchiato spero che mi vada bene, la ringrazio e complimenti.

    1 Dicembre 2019 a 11:45 am

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *