La guida completa per conoscere il vino Nebbiolo: prezzi, qualità, sfuso.

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La guida completa per conoscere il vino Nebbiolo: prezzi, qualità, sfuso.

La guida completa per conoscere il vino Nebbiolo: prezzi, qualità, sfuso.

L’uva Nebbiolo è certamente coltivata in Piemonte da centinaia di anni. Cercare di capire perfettamente l’origine, invece, come per moltissimi vitigni, è impresa ardua se non impossibile.

Nebbiolo: la storia di questo vitigno e la sua origine

Il suo nome probabilmente deriva dall’abbondante presenza di pruina sulla buccia degli acini maturi al punto da farli sembrare coperti dalla “nebbia“.

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Uva Nebbiolo

Altra attibuzione dell’origine del nome potrebbe essere dovuta alla tardiva maturazione dell’uva con successiva raccolta in periodo di nebbia autunnale.

Notizie certe di questo vitigno si hanno a partire dal 1495 con il De Crescenzi e poco prima, nel 1431, con Odoninium de Bancho, notaio si Serralunga d’Alba, che negli statuti di La Morra cita il vitigno “Nebiolium”.

Nebbiolo: le caratteristiche del vino e del vitigno

Al di là delle notizie circa le sue origini storiche e terminologiche, il dato certo è che per oggettive caratteristiche di eleganza, complessità e longevità.

Il Nebbiolo è considerato il re incontrastato dei vitigni delle Langhe.

Allevato sui terreni migliori da sempre, con altitudini che variano tra i 200 i 450 metri sul livello del mare.

E’ una varietà vigorosa che ha bisogno di una potatura lunga per far si che sfoghi la sua esuberanza vegetativa.

Le prime gemme sono sterili, anche se, oggigiorno, la selezione genetica ha permesso che siano messi in commercio cloni che non hanno più l’infertilità delle prime gemme.

La vigoria vegetativa che lo hanno sempre contraddistinto.

Nebbiolo: Le sottovarietà di questo vitigno

Nella zona del Barolo e del Barbaresco esistono quattro sottovarietà del Nebbiolo:

Il Michet (cosi chiamato per la forma a pagnotta del grappolo).

Ha acini medio- piccoli e scarsa produzione.

Il Lampia.

Con grappolo più grande e allungato;

il Rosè

quasi abbandonato e meno ricco di polifenoli e antociani e, quindi, in grado di dare origine a mosti di colore più scarico.

Il Bolla.

Prende il suo nome dal selezionatore, vietato a causa della sua grande produttività.

Non è un vitigno semplice da allevare: il perchè è dovuto alla sua fioritura precoce (a inizio aprile) e alla maturazione tardiva (solitamente nelle prime tre decadi di ottobre).

L’uva Nebbiolo della Valtellina

La valtellina è una valle unica, che si snoda lungo la direzione ovest ed est, dove la vite si arrampica sui vertiginosi terrazzamenti posizionati sul lato destro del fiume Adda che l’attraversa.

Un lavoro incredibile, dal valore inestimanbile, che consente la salvaguardia paesaggistica di un territorio affascinante ma dal valore anche idrogeologico, in quanto permette di tenere i costoni della montagna ben ancorati.

La Valtellina è una delle grandi patrie del Nebbiolo, localmente chiamato Chiavennasca.

Anche se in zona sono presenti piccole quantità di altri vitigni autoctoni come la Rossola, la Pignola Valtellinese o la Brugnola.

Furono i monaci benedettini a impiantare le prime viti di Nebbiolo in valle, ma il grande impulso alla viticoltura fu certamente dalla dominazione grigiona, cioè degli Svizzeri delle tre Leghe, che durò quasi tre secoli, dal 1500 al 1797.

In questo preiordo o sviluppo della vite fu tale da raggiungere i 4000 ettari. (oggi 1500).

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Le sottozone della Valtellina

Il vino Valtellina Superiore ha cinque sottozone: Sassella, Grumello, Inferno, Valgella e Maroggia.

Il Sassella

E’ probabilmente il vino valtellinese più conosciuto fuori dai confini locali, ottenuto nell’area che va da Castione Andevenno sino a ovest di Sondrio.

Il nome deriva dalla chiesetta della Sassella, posizionata ai piedi dell’omonimo promontorio, in una delle zone più impervie dell’intera Valtellina.

Il Grumello

Il Grumello è ottenuto nella zona posizionata a nordest di Sondrio e nel territorio del comune di Montagna.

Prende il nome dall’omonimo castello del XII secolo: è una zona molto omogenea di poco più di 100 ettari.

L’inferno

L’inferno si produce nella zona posta a est del Grumello e comprende i territori di Poggiridenti e Tresivio.

E’ una zona composta da circa 60 ettari di vigneto che prende il suo singolare nome probabilmente dalle temperature molto elevate che si riscontrano d’estate.

La Valgella

La Valgella è la più estesa delle sottozone.

Con i suoi 165 ettari posizionati tra Chiuro, Teglio e Tresenda, a nordovest di Sondrio in direzione Tirano.

E’ il vino valtellinese meno conosicuto perchè tradizionalemnte destinato all’esportazione nella vicina Svizzera.

Qui è presente uno dei cru più famosi dell’intera valle: il Fracia. Maroggià è la più giovane, legislativamente, delle cinque sottozone, poichè fu esclusa dal primo disciplinare.

Sono 35 ettari posti a ovest della Sassella, i primi che si incontrano entrando in Valtellina da fondovalle, in località Monastero del comune di Berbenno in Valtellina.

Il nebbiolo della Valtellina: appassimento

La Valtellina è anche patria di un vino secco e passito insieme, come L’amarone dela Valpolicella: lo valtellinaSforzato o Sfursat.

Già nel 1300 alcuni documenti citano la produzione locale di un vino ottenuto dall’appassimento delle uve.

Acquisì grande fama per molti secoli per poi essere dimenticata durante il periodo dell’invasione della fillossera.

Si comincia a riparlare di Sforzato negli anni Venti, ma è a partire dagli anni Novanta che si assiste a una vera e propria esplosione della domanda e, quindi, anche della produzione di questo vino dai tratti organolettici e produttivi molto particolari.

Fino al 2003 questo vino rientrava all’interno della Doc Valtellina, anno a partire dal quale, invece, ha ottenuto una sua identità separata, nonche la DOCG.

Uva-per-SforzatoDeve il suo nome la tradizionale sistema di forzatura o appassimento su graticci del Nebbiolo, in modo rigorosamente naturale, per circa tre mesi dopo la vendemmia e in appositi locali detti fruttai.

Tra gennaio e febbraio le uva appassite che hanno subito un calo del 40% del loro perso originario, vengono poi vinificate.

Viene prodotto in tutta la Valtellina, non esistendo una zona precisa a esso dedicata.

 

Team Sommelier Shopbaginbox

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