Champagne: Guida completa del 2019 per acquistarlo al miglior prezzo

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Champagne: Guida completa del 2019 per acquistarlo al miglior prezzo

Champagne: Guida completa del 2019 per acquistarlo al miglior prezzo

champagne: dove si trova la miglior qualità al mondoSe potete permettervi un buon Champagne e vi siete abituati alla sua qualità e al suo carattere, allora non esistono altri spumanti che possano davvero sostituirlo.

E i migliori concorrenti dello Champagne sono quasi altrettanto costosi.

In questa guida troverete tutte le informazioni necessarie per diventare un esperto in materia e per poter acquistare lo Champagne al miglior prezzo.

Qui potrai trovare:

>COSA E’ LO CHAMPAGNE?
>QUALI SONO I DISTRETTI PRINCIPALI DELLO CHAMPAGNE?
>QUELLO CHE NON VIENE DETTO NEL MONDO DELLO CHAMPAGNE
>QUALI TIPI DI UVA ESISTONO NELLO CHAMPAGNE
>IL METODO CHAMPENOISE TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE
>QUALI SONO I PROBLEMI DELLO CHAMPAGNE?
>LA CLASSIFICAZIONE DEI VIGNETI DELLO CHAMPAGNE
>I FATTORI CHE DETERMINANO IL GUSTO E LA QUALITA’ IN UNO CHAMPAGNE
>ELENCO DELLE TIPOLOGIE DI CHAMPAGNE PRESENTI NEL MERCATO MONDIALE E I MIGLIORI CHAMPAGNE DA ACQUISTARE
>CHAMPAGNE: IL DIAGRAMMA DELLA DOLCEZZA PER ACQUISTARE CON SERENITA’

Champagne: Il più grande vino spumante del mondo

champagne: tutto quello che c'è da sapereNessun’altra regione vitivinicola può sfidare la Champagne come produttrice del più grande vino spumante del mondo poiché nessun’altra è simile a questa regione, in cui le viti devono lottare ogni anno per riuscire a fare maturare i propri frutti.

I grappoli devono essere raccolti quando hanno raggiunto il giusto equilibrio di ricchezza, estratto e acidità.

Ciò si può ottenere solo con il processo di maturazione estremamente lungo che si ha quando la vite cresce in condizioni- limite fra il successo e il fallimento.

Il Terroir della Champagne, caratterizzata da un clima settentrionale freddo e un terreno di colline calcaree bianche, è il segreto della superiorità intrinseca di questo vino.

Eppure, se si scoprisse oggi una regione di questo tipo, gli esperti la scarterebbero immediatamente, considerandola inadeguata per la viticoltura e pertanto economicamente rischiosa.

Champagne: un vino specifico, non una tipologia

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Contrariamente a quanto alcuni credono, “Champagne” non è un termine generico utilizzabile per qualsiasi spumante bensì la denominazione protetta di uno spumante ottenuto da uve coltivate all’interno di un’area specifica, definita per legge, del nord della Francia.

champagne la guida definitivaIn Europa e in diversi Paesi di tutto il mondo esistono leggi rigorose che garantiscono che sotto il nome “Champagne” venga venduto esclusivamente del vero Champagne.

Altrove questo principio non viene rispettato.

Champagne: l’esempio degli Stati Uniti

L’esempio più eclatante di tale abuso è dato dagli Stati Uniti, sebbene la colpa non sia da attribuire solo agli Americani, dato che gli champenois hanno sempre testardamente rifiutato anche solo di prendere in considerazione un compromesso, come una denominazione “Champagne Style”.

Tenuto conto di tale intransigenza e del fatto che per anni molte potenti case produttrici di Champagne hanno venduto i loro vini in Sud america con il nome Champana.

Si può dire che gli Champenois meritano il trattamento riservato loro dagli usa.

Nel 1985 fu vietato l’uso del termine Methode Champenoise per tutti i vini prodotti o venduti nella Comunità Europea.

Ora i consumatori devono imparare a destreggiarsi tra le varianti linguistiche in tema Metodo Tradizionale o Classico a cui si aggiungono il Crémant AOCS in Francia, il Cava DO in Spagna e altri nuovi termini (per esempio Talento in Italia).

Quali sono i distretti principali dello Champagne?

Ci sono cinque distretti principali nella Champagne dove si producono numerosi vini base che si differenziano nettamente tra di loro e che, assemblati in proporzioni variabili, generano numerosi tipi di Champagne.

Il modo migliore per apprezzarne tutte le sfumature è quello di andare alla ricerca dei coltivatori– produttori della regione.

Distretto dello Champagne: Montagne de Reims

champagne montagne de reimsIl versante settentrionale della montagne ha i vigneti esposti a nord e le uve non potrebbero maturare se non fosse per il fatto che la montagne stessa è una formazione a sè.

Ciò consente all’aria gelata della notte di scivolare lungo i pendii vero la pianura attirando aria più calda proveniente da una zona termica che si forma sopra la montagne durante il giorno.

I vini sono più corposi e di colore più scuro rispetto a quelli del versante meridionale i quali hanno spesso un sapore più profondo, carattere più aromatico e sono più vini.

Il vitigno primario in questo distretto sono il Pinot Nero.

I Villaggi migliori di questo distretto:

  • Ambonnay
  • Ay Champagne
  • Bouzy
  • Verzenay
  • Verzy

Distretto dello Champagne: Cote de Blancs

Il nome di questa zona deriva dal fatto che si coltivano quasi esclusivamente uve Chardonnay, a bacca bianca.

Lo Chardonnay conferisce finezza e delicatezza, sprigionando con la maturazione, un’intensità d’aroma senza pari.

I Villaggi migliori in questo distretto sono:

  • Cramant
  • Avize
  • Le Mesnil sur Oger

Distretto dello Champagne: Vallee della Marne

Si tratta sostanzialmente di vini di facile beva e fruttati.

Sono prodotti con una percentuale estremamente alta di Pinot Meunier, un vitigno coltivato nei vigneti di valle esposti al pericolo del gelo, per via del suo germogliamento tardivo e della precoce maturazione.

Il vitigno primario in questo distretto è il Pinot Meunier.

I villaggi migliori sono:

  • Les Riceys

Distretto dello Champagne: Cote de Sezanne

E’ un’area in rapido sviluppo, 16 km a sudovest della Cote des Blancs.

Come quest’ultima, anch’essa predilige lo Chardonnay, ma i suoi vini sono più fruttati e di minor finezza e possono essere piuttosto esotici e muschiati.

Sono particolarmente apprezzati da coloro che amano i vini spumanti del Nuovo Mondo e che aticano a entrare in sintonia con lo stile più classico dello Champagne.

Il vitigno primario è lo Chardonnay

I villaggi migliori sono:

  • Bethon
  • Villenauxe la Grande

Champagne: ecco cosa c’è da sapere…

Esistono più di 12500 marche di Champagne, inclusi oltre 3000 marchi indipendenti.

Dei 19000 coltivatori di Champagne, soltanto 5000 vendono lo Champagne con un’etichetta propria e appena 3750 lo producono.

Il resto del mercato è costituito da Récoltant-cooperateur

Lo Champagne è un caso unico fra i vini AO francesi, i quanto non è necessario che sull’etichetta compaia la scritta Appellation Contròllée

I 19000 coltivatori di Champagne possiedono l’88% dei vigneti , ma coprono soltanto il 22% dell’intera produzione Champagne (le cooperative ne forniscono un altro 7%)

Altre curiosità sullo Chamapgne…

Le 264 case produttrici di Champagne possiedono solo il 12% dei vigneti, ma coprono il 71% del mercato.

In una bottiglia di Champagne ci sono 250 milioni di bollicine, non 49 milioni come ipotizzato dallo scienziato Bill Lembeck

La pressione presente in una bottiglia di Champagne è pari a quella in uno pneumatico di un autobus a due piani.

A mano a mano che il tempo passa, nonostante la pressione interna, minuscole quantità di ossigeno penetrano nella bottiglia di Champagne attraverso il tappo di sughero in base al principio denominato scambio dei gas.

Il terreno calcareo che affiora nella Cote des Blancs della Champagne e contiguo allo strato di calcare che si estende verso ovest, sotto Parigi, per poi riemergere nel Regno Unito dando origine alle bianche scogliere di Dover

Quali sono i fattori che determinano la qualità in uno Champagne?

Esistono molti fattori che determinano la qualità di uno Champagne, vediamo qui di seguito i principali:

Champagne: la qualità grazie la posizione geografica

champagne: i fattori principali per una qualità straordinariaE’ la più settentrionale delle regioni di vino AOC di Francia e si trova 145 km a nordest di Parigi, mentre dal Belgio la separano le colline boscose delle Ardenne.

Per 4/5 rientra nel dipartimento della Marna e il resto è sparpagliato tra Aube, Aisne, Seine-etMarne e Haute Marne.

Champagne: la qualità grazie al clima unico al mondo

Il clima settentrionale, freddo e umido, risente in misura notevole dell’influenza dell’Atlantico, che raffredda le sue estati e, in generale, rende le stagioni più variabili.

La posizione all’estremo nord della fascia di produzione vinicola prolunga al massimo la durata del ciclo produttivo della vite così che, in primavera e in autunno, le piante sono esposte al pericolo delle gelate

Champagne: la qualità in base alla esposizione dei vigneti

I vigneti crescono sui dolci pendii di Còte des Blancs, con esposizione est e sud est e ad altitudini comprese fra 120 e 200 metri.

Sui pendii della Montagne de Reims (un altopiano) le viti crescono ad altitudini simili a quelle di Còte.

I vigneti migliori delle vallate si estendono in posizione protetta sulla riva destra del fiume Marna

Champagne: la qualità in base al terreno

I vigneti di Còte des Blancs, Montagne de Reims, Vallèe de la Marne e Còte de Sézanne sono tutti situati su un substrato di calcare bianco poroso che può raggiungere uno spessore di 300 m.

Esso è ricoperto da un sottile strato di terreno alluvionale composto, in percentuali variabili, da sabbia lignite, marna, terriccio ricco di humus, argilla e detriti di calcare.

Pur avendo un buon di drenaggio, il calcare bianco trattiene acqua in quantità sufficiente a consentire alle viti di sopravvivere a un periodo di siccità.

Grazie a questo calcare organico le viti producono uva che mantiene un’acidità elevata.

Champagne: la viticoltura e la vinificazione

Jacquesson sta aprendo la strada per incrementare la qualità a partire dalla radice, mettendo a punto una forma di viticoltura particolarmente dispendiosa, dalla copertura del raccolto all’aratura, alla messa ial bando degli erbicidi, ala potatura corta e così via.

Questa casa è la prima coltivatrice di Champagne a far crescere il Pinot nero e Meunier a cordone permanente e ad allevare le viti molto più ravvicinate per contenere la lunghezza dei rami.

Questo si traduce in un numero inferiore di rami a frutto, ma comporta molto più lavoro per migliorare l’esposizione e la ventilazione.

I risultati sembrano soddisfacenti: le uve ottenute erano “uve” anche nel 2001 , annata in cui gran parte dei frutti risultò abnorme, marcescente o non sufficientemente matura.

Nella Champagne non è consentito alcun tipo di vendemmia meccanizzata, infatti sull’intero territorio si opera la raccolta a mano.

Quando inizia la vendemmia per lo Champagne?

La vendemmia inizia in genere verso la metà di ottobre, in casi eccezionali può essere anticipata ad agosto o posticipata a novembre.

Capita invariabilmente che le piogge interrompano la fioritura e ciò fa si che svi siano almeno due formazioni di grappoli, anche se la seconda, chiamata bowreux, non giunge quasi mai a maturazione e viene lasciata agli uccelli.

La tradizionale selezione dei vassoi di vimini chiamati osiers è oggi una rarità.

Sia Roederer che Bollinger effettuano la selezione, ma la maggior parte delle case produttrici non la fa affatto, anche se alcuni piccoli produttori stanno cominciando a effettuarla.

Dato che la muffa rappresenta un problema frequente, la selezione dovrebbe essere imposta per la legge.

Champagne: una qualità straordinaria

Se per lo Chateauneuf du Pape, del soleggiato sud della Francia, deve essere scartata una percentuale minima di uva, perché non fare lo stesso anche nella piovosa Reims?

La maggior parte delle uve viene ancor oggi pigiata con le tradizionali presse verticali, i pressoir coquard, anche se è piuttosto diffuso l’uso delle presse pneumatiche.

Per la prima fermentazione si sta affermando l’uso di vasche di acciaio inox a temperatura controllata, ma alcune case e molti coltivatori fermentano ancora i loro vini, in parte o completamente, dentro le botti.

La seconda fermentazione è la vera spumantizzazione: il processo avviene sempre all’interno della bottiglia nella quale lo Champagne sarà poi venduto.

Uno Champagne non millesimato deve essere venduto non prima di 15 mesi a partire dal 1° gennaio successivo alla vendemmia, ma quasi tutti invecchiano per 18-24 mesi.

Quello millesimato non può essere venduto se non dopo un minimo di 3 anni dalla vendemmia, ma la maggior parte invecchia molto più a lungo.

Invecchiando, lo Champagne migliora la propria qualità, poiché è proprio in questa fase che avviene l’autolisi dei lieviti, cioè il collassamento delle cellule morte dei lieviti, che conferisce al vino il suo carattere unico.

Quali tipi di uva possiamo trovare in uno Champagne?

Questa domanda ci giunge quotidianamente, ecco sfatato il segreto di questo straordinario prodotto:

  • Vitigni primari: Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Meunier
  • Vitigni secondari: Arbanne, Petit meslier, Pinot bianco vari

L’arte di assemblare uno Champagne si può paragonare al gioco degli scacchi: l’enologo, come lo scacchista, deve sapere prevedere le mosse dell’avversario, cioè deve sapere come il vino reagirà a ogni nuova aggiunta.

Champagne: Il metodo Champenois

champagne: il metodo champenoise

Le tecniche utilizzate per creare lo Champagne (essenzialmente la seconda fermentazione all’interno della bottiglia in cui il vino sarà in seguito venduto)  hanno definito le regole del metodo di produzione dei miglior vini spumanti del mondo.

Nella fermentazione iniziale si ottiene un vino secco, fermo, dal gusto molto acido e dal carattere per niente speciale.

Tuttavia è necessario che sia così per consentire alla seconda fermentazione ( e al successivo processo di autolisi) di produrre l’effetto richiesto sull’aroma.

Champagne: L’arte dell’assemblage

In altre regioni vinicole i vini migliori di una tenuta provengono da una singola annata.

In Champagne l’approccio tradizionale non potrebbe essere più diverso, dato che il più classico degli Champagne è quello prodotto attraverso il taglio fra uve di varietà differenti, di annate diverse, provenienti d diverse aree e da più raccolti.

La delicata operazione del Coupage tra i vini base ottenuti da varietà di uve differenti richiede grande esperienza ed estrema cura.

Riuscire  ad assemblare una cuvèe (ovvero una partita che subirà la seconda fermentazione per diventare spumane) costante, con il caratteristico “stile della casa” mettendo insieme fino a 70 vini di base diversi.

Ciascuno dei quali può mutare carattere di anno in anno, è un’impresa notevole e alcuni anni i risultati possono essere migliori che in altri.

L’assemblage viene effettuato nei primi mesi dell’anno successivo alla vendemmia.

Nella forma più semplice, senza tenere conto dello stile particolare che di solito caratterizza le diverse case produttrici, esso consiste nell’equilibrare le qualità di due o più varietà d’uva fra le tre disponibili.

I vitigni fondamentali per uno Champagne di qualità

Lo Chardonnay è il migliore per finezza e longevità potenziale.

Il Pinot nero è la spina dorsale e il corpo di uno Champagne, la reale profondità e ricchezza del frutto.

Il Pinot Meunier è un’uva dall’immediato appeal fruttato floreale e , in una miscela di parti uguali delle tre varietà è il primo a dominare il vino, soprattutto al naso.

Il produttore può anche attingere ai vini reserve che, come dice il nome stesso, vini tenuti di riserva dalle annate precedenti.

Questi vengono usati sostanzialmente, o per meglio dire esclusivamente, per la produzione di Champagne non d’annata.

La funzione dei vini reserve è più simile a quella del dosage  per il fatto che entrambi rendono lo Champagne più facile da bere quando ancora giovane.

I vini reserve, inoltre, apportano un certo grado di ricchezza, pienezza e complessità avvolgente.

Champagne: La seconda fermentazione remuage

Questa fase è l’essenza del metodo Champenois.

Dopo che il vino assemblato ha superato il filtraggio vinale, si aggiunge il liqueur de tirage, una miscela di Champagne tranquillo, zucchero, lieviti selezionati e un agene chiarificante.

La quantità di zucchero dipende dal grado di effervescenza richiesto e da ttenore di zucchero naturalmente contenuto nel vino.

I vini vengono imbottigliati solitamente in maggio o giù di li e tappati con una chiusura provvisoria.

La seconda fermentazione può richiedere da dieci giorni a tre mesi, dopo i quali le bottiglie vengono trasferite sule pupitres per l’operazione di remuage.

Le pupitres sono pesanti tavole rettangolari di legno incernierate in alto e dotate ciascuna di 60 fori intagliati con una angolazione che consente di sostenere la bottiglia per il collo.

Con quasi inclinazione compresa tra la posizione orizzontale e quella verticale con il collo verso il basso.

Che cosa è il remuage dello Champagne?

Il Remuage è un’operazione che serve per aiutare la bottiglia a liberarsi del sedimeno, favorendone la discesa verso il collo dove infine si deposierà.

Se fato a mano, richiede circa 8 settimane, mamolte società dispongono oggi di gyro palettes computerizzati da 504 bottiglie che completano il remuage in soli 8 giorni.

Un’altra tecnica consiste nell’utilizzare capsule porose di lieviti che imprigionano i sedimenti al loro interno, riducendo i tempi a non più di 8 secondi.

Dopo il remuage c’è un periodo di invecchiamento sur point ovvero con la bottiglia in posizione completamente rovesciata prima che i sedimenti vengano rimossi.

Degorgement e dosage: La sboccatura dello Champagne

champagne: il degorgementIl degorgement o sboccatura consiste nella rimozione del sedimento, che di solito viene raccolto in un cilindretto di plastica.

Il metodo che oggi viene abitualmente usato è chiamato degorgement a la glace.

Esso comporta l’immersione del collo della bottiglia in una soluzione refrigerante che congela il sedimento facendolo aderire alla base del cilindretto di plastica e consentendo di rigirare la bottiglia senza farlo ridiscendere.

Quando viene rimosso il tappo a corona, il sedimento viene espulso dalla pressione interna della bottiglia.

La quantità di vino che va perduta in questa operazione è minima.

Liqueur d’expedition…

Prima di essere richiuse con il tappo di sughero, le bottiglie vengono rabboccate fino al livello precedente con ‘aggiunta di liqueur d’expedition.

Tranne che per gli extra brut, il liqueur include una piccola quantità di zucchero.

Più giovane è lo Champagne e maggiore sarà il dosage di zucchero richiesto per compensare l’acidità dovuta alla giovinezza del vino.

Un alto livello di acidità è comunque fondamentale per un buono Champagne, poiché mantiene la freschezza del vino nel corso dell’invecchiamento in bottiglia previsto dal metodo di produzione.

Ovviamente per tutto il periodo cui il consumatore lo conserverà in cantina.

Il livello di acidità è altresì necessario per consentire al sapore del vino di raggiungere il palato attraverso l’effetto tattile prodotto dalle migliaia di bollicine stuzzicanti.

L’acidità si smorza con il passare del tempo, pertanto uno Champagne più vecchio richiede un minore dosage.

Quali sono i problemi dello Champagne?

L’andamento delle vendite di Champagne è notoriamente ciclico, e passa da fasi di massima crescita a crolli repentini.

Questo fenomeno trae origine in parte dalla fama mondiale raggiunta da questo vino nel momento in cui la rivoluzione industriale ha creato nuova ricchezza e in parte dall’intrinseco squilibrio nella ripartizione della proprietà dei vigneti.

Per secoli la moda dello Champagne ha rivaleggiato con quella del Borgogna, e fu solo un caso che questo vino fosse in voga intorno al 1870, quando stavano emergendo i nuovi ricchi.

Il botto del tappo e l’esuberanza delle bollicine catturava l’immaginazione e si addiceva alla vita festosa dei nuovi ricchi.

I quali resero lo Champagne la bevanda più Chic di londra, Parigi e New York raddoppiandone le richieste.

Questo è il motivo per cui lo Champagne è indissolubilmente legato alle celebrazioni e ai festeggiamenti ed è anche per questo che le vendite, estremamente sensibili all’umore dei consumatori, subiscano inevitabili fluttuazioni.

Ecco tutta la verità dello Champagne

Un’industria ben organizzata dovrebbe essere in grado di gestire queste variazioni di mercato, ma la squilibrata ripartizione della proprietà dei vigneti crea tensioni nell’offerta e nella domanda.

Per questo motivo i produttori si trovano ad affrontare rischiose crescite e drammatici crolli del mercato.

Le grosse case possiedono solo il 12% dei vigneti, ma coprono il 70% del volume delle vendite.

Quando la richiesta aumenta rapidamente, si apre la disperata caccia alle uve, che i piccoli viticoltori negano vendendo soltanto una piccola frazione di quelle che venderebbero normalmente, aumentando il più possibile i prezzi.

La pressione creata da questa situazione determina una domanda artificiosamente elevata che viene inevitabilmente seguita daa una caduta delle richieste.

Quando la bolla scoppia, le grandi case non vogliono più acquistare le uve e ignorando tutti a eccezione di quelli con i quali intrattengono relazione commerciali consolidate, in particolari quelli che hanno speculano a loro spese.

Questa disastrosa formula di alti e bassi commerciali può essere consegnata alla storia, ma il sistema viziato sembra volto a far mantenere i vigneti nelle mani dei piccoli coltivatori.

La verità Continua…

Sarebbe parimenti una farsa se i piccoli proprietari fossero costretti a vendere i loro appezzamenti a un negoce, ma dovrebbe comunque essere data alle grandi case la possibilità di acquistare o affittare i vigneti.

In teoria questo sarebbe possibile, ma solo in teoria.

Apparentemente in Francia nulla impedirebbe a chiunque di acquisire qualsiasi terreno, a nella pratica, la stretta osservanza a determinati controlli della Champange assicura ai coltivatori il mantenimento dei vigneti.

Per una grande casa l’unica possibilità di acquistare nuovi vigneti sarebbe rilevare le compagnie in difficoltà che possedevano la terra prima del Controlee des structures, una legge che vieta a qualsiasi azienda di coltivare più di 15 ha di terra, in proprietà o in affitto.

Questa legge vige sull’intero suolo francese, ma la Champagne si dimostra molto riluttante nella sua applicazione, che non solo ha favorito il mantenimento di una ripartizione squilibrata ma ha di fatto incoraggiato una deleteria polarizzazione dell’industria.

Champagne: la classificazione dei vigneti

I vigneti della Champagne, suddivisi per villaggio, vengono classificai in base alla qualità con l’attribuzione di un punteggio percentuale deciso secondo l’Echelle des Crus, che costituisce una base proporzionale per la valutazione del prezzo delle uve.

I villaggi con l’echelle massima del 100% sono Grans Crus, mentre quelli con una valutazione compresa fra 90 e 99% sono premiers crus e le loro uve vengono pagate a un prezzo proporzionalmente inferiore.

Attualmente i villaggi con il punteggio più basso hanno una valutazione dell’80% ma originariamente l’echelle des crus era un vero sistema percentuale che partiva dal valore minimo del 22,5%.

Per qualsiasi sistema di questo tipo, infatti, non sarebbe realistico partire dall’1% poiché nessun villaggio con un potenziale pari soltanto alla centesima parte di un Grand Cru potrebbe anche solo rientrare nell’appellation Champagne.

Ma al momento in cui fu concepita, l’echelle aveva una struttura in grado di coprire tutti i Crus, anche quelli medi, ed è questo che oggi manca.

I villaggi che possiedono ufficialmente lo status di Grand Cru sono 17, ma fino al 1985 erano solo 12.

I 5 promossi nel 1985 sono Couilly, les Mesnil sur Oger, Oger Oiry e Verzy.

Lo Champagne coltivato in casa

Le Uve di proprietà non sono garanzia di qualità o di stile.

Rendono più facile il raggiungimento di tali obiettivi, ma molte cooperative e molti viticoltori che producono Champagne modesti esclusivamente delle proprie uve hanno dovuto ammettere che questo non è sufficiente.

Essi che non possiedono una sola vigne parrebbero dimostrare che la qualità e lo stile migliori possono essere raggiunti solo con uve acquistate.

Dal Punto di vista economico è più conveniente coltivare le uve piuttosto che comprarle, altrimenti le vigne verrebbero deliberatamente ridotte e verrebbero adottate nuove tecniche viticolturali per incrementare la qualità.

Champagne: ecco l’elenco delle aziende che posseggono i marchi più prestigiosi

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La LVMH produce circa 60 milioni di bottiglie con i marchi: Moet & Chandon, Mercier Ruinart, Veuve Clicquot, Krug.

La LANSON INTERNATIONAL produce circa 22 milioni di bottiglie con i marchi: Lanson (incluso Massé), Besserat de Bellefon (oltre a 200 marchi di basso profilo)

La VRANKEN MONOPOLE produce circa 15 milioni di bottiglie con i marchi: Vranken, Pommery, Charles Lafitte Demoiselle, Heisieck & Co Monopole Barancourt, Collin, Charbaut, Germain.

La LAURENT PERRIER produce circa 14 milioni di bottiglie con i marchi: Laurent Perrier (incluso Lemoine), De Castellane(inclusi Chaurey, Freminet, Ettore, Bugatti, Jacques,Cattier, A Merand), Salon, Delamotte, Beumet, Jeanmaire, Oudinot.

La  ALLIED DOMECQ  produce 10 milioni di bottiglie con il solo marchio: Mumm Perrier Jouet

La RAPENEAU produce circa 10 milioni di bottiglie con i marchi GH Martel (inclusi Noiron Rapeneau, Charles du Roy, Charles Oban, P L Martin, Balahu, Mortas, Comte de Lamotte, Marcel Pierre), De Cazenove ( inclusi Baudry, J Lanvin, Magenta, Marquerite Christel)

I minori Gruppi che però producono sempre grandi quantità di Champagne

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La REMY Contreau  produce 8 milioni di bottiglie con i marchi: Piper Heidsieck, Charles Heisieck, Heidsieck, Bonnet Pere et Fils, Brossault.

La DUVAL LEROY produce 7 milioni di bottiglie con i marchi: Duval Leroy ( inclusi Baron de Beaupre, E Michel, Henri de Verlane, Paul Vertay)

La BOIZEL CHANOINE produce 7 milioni di bottiglie con i marchi: Chanoine, Boizel, Philipponat, De Venoge, Alexandre Bonnet.

La TATTINGER  produce 5 milioni di bottiglie con i marchi Taittinger ( inclusi Irroy, Saint Eyremond)

La THIENOT produce 6 milioni di bottiglie con i marchi: Alain Thienot, Marie Stuart, Joseph Perrier, Canard Duchene, Malard.

La Roederer produce infine 4 milioni di bottiglie con i marchi: Louis Roederer, Theophile Roederer, Deutz.

Elenco delle tipologie di Champagne presenti nel mercato mondiale e i migliori Champagne da acquistare

Qui di seguito stileremo l’elenco più completo possibile delle tipologie dello Champagne:

Brut non millesimati

Nessun altro vino dipende dall’assemblage più dello Champagne non millesimato, che rappresenta oltre il 75% dello Champagne venduto.

Sebbene quelli non d’annata non siano solitamente di Champagne migliori, ne hanno tuttavia le potenzialità.

Il vino base, al quale possono essere aggiunti quelli di riserva, proviene sempre dall’ultima vendemmia.

Quasi tutti i produttori realizzano il 10-15%  dei loro assemblaggi con vini delle ultime due o tre annate, ma alcuni utilizzano invece meno quantità di vino di riserva, ma impiegando molte più annate precedenti.

Altri produttori non hanno vini di riserva e pertanto i loro Champagne on d’annata sono di fatto realizzati con uve di una sola vendemmia, sebbene di qualità inferiore rispetto alle Cuvees selezionate per i loro Champagne d’annata.

Champagne: elenco dei produttori dei migliori brut non millesimati

Champagne: Billicart Salmon

Billecart Salmon

E’ una piccola Grand Marque, di qualità eccezionalmente alta, e appartiene a una sola famiglia (55%).

Gode di una reputazione invidiabile per lo stile delicato dei suoi Champagne soprattutto i rosé, che produce dal 1830 e la sua Cuvee Elisabeth Salmon Rosé è davvero squisita.

Tutti gli Champagne rivelano una deliziosa ricchezza di frutto, con un accento di eleganza e finezza.

Il Clos St Hilaire da unica vigna è molto buono, ma possiede il potenziale per diventare grandioso con un Dosage.

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Deutz (classic)
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La redditività e la qualità di Deutz hanno sofferto per la mancanza di fondi fino a che Roederer l’acquistò nel 1983.

La sua rinascita, ancora un poco traballante con l’annata del 1985, si consolidò nel 1988 e ora è in forma smagliante.

Gosset (Grande Reserve)

Fondata nel 1584, è la casa più antica della regione, ma per i vini fermi non per gli spumanti.

Per più di 30 anni è stata la prima Grande Marque poi, nel 1994, la casa, che era appartenuta per 400 anni anni alla famiglia Gosset, venne venduta alla famiglia Cointreau ed è ora sotto il controllo diretto di Beatrice Contreau.

Lo Chef de caves ed enologo rimane lo stesso e immutate sono pure le tecniche di vinificazione.

Champagne: brut millesimati

A ogni stagione non più dell’80% del raccolto può essere venduto come Champagne d’annata e quindi almeno un 20% del raccolto delle annate migliori viene conservato per i futuri assemblaggi dei vini non millesimati.

Alcune case produttrici si attengono rigidamente alla regola di annunciare uno Champagne d’annata solo negli anni veramente buoni.

Molte altre purtroppo no, ed è per questo motivo che si possono trovare Champagne millesimati del 1980, 1987, 1984 anni decisamente poco buoni.

Molte cooperative e un gran numero di coltivatori produttori realizzano un vino millesimato praticamente ogni anno.

Cosa che pur essendo ovviamente possibile di per sé, toglie però ogni significato della definizione e svilisce il valore del prodotto.

Comunque, anche negli anni migliori, uno Champagne millesimato è più il risultato di un rigido controllo della selezione dei vini base che non il riflesso dell’anno in questione.ed è questo che conferisce ai vini il loro carattere eccezionale.

Il carattere di uno Champagne millesimato risente più del processo di autolisi, e risulta perciò più floreale rispetto a un vino non millesimato della stessa età, in quanto non presenta il carattere avvolgente dato dai vini di riserva.

Se si apprezzano questi aromi biscottati o tostati, allora gli Champagne millesimati devono essere conservati per alcuni anni

Champagne: lista dei migliori produttori di brut millesimati

Champagne: bollinger il miglior spumante al mondo

Se trovate che la Cuveè Speciale non d’annata sia troppo austera, provatela nei magnum che sono più fruttati.

Tuttavia, Bollinger è per eccellenza una casa di Champagne millesimati, e anche se è famosa per il suo R.D. (esattamente lo stesso di Grande Anneé appena messo in commercio e farlo invecchiare dopo il Degorgement.

Champagne: il logo di KrugKrug mette al primo posto la qualità e produce Champagne con un proprio stile personale senza tener conto del gusto diffuso o dei costi di produzione.

Con l’eccezione di Salon, questa qualità non è eguagliata da nessun’altra casa produttrice di Champagne, anche se ciò sarebbe possibile a patto di vendere pochissime quantità di vino a prezzi molto alti.

Se tutte si comportassero così sarebbe un disastro, perché lo Champagne deve poter essere abbordabile, ma che almeno una casa lo faccia è molto importante.

Champagne: cosa significa blanc de blancs?

E’ lo Champagne prodotto interamente da uve bianche Chardonnay e possiede il più grande potenziale di invecchiamento rispetto a tutti gli altri.

Può essere prodotto in qualsiasi distretto della Champagne, ma i migliori provengono da una piccola porzione della Cote des blancs, tra Cramant e Le Mesnil sur Oger.

Se consumato troppo giovane, un classico blanc de blancs può sembrare austero e scarso di frutto e di generesotià, ma dopo qualche anno di invecchiamento in bottiglia dopo l’acquisto svilupperà un bouquet di tostato e di limone, con un frutto intenso e meravigliosamente concentrato.

I migliori Champagne blanc de blancs del 2019

Non Millesimati:

  • Billecart Salmon
  • Boizel

champagne: boizel blanc de blancsBoizel fa ora parte di BBC (Boizel Chanoine Champagne), una delle società più giovani e dinamiche.

Bruno Paillard ne è presidente e azionista di maggioranza, insieme alla famiglia Roques Boizel e a Philippe Baijot di Chanoine.

Sebbene il Boizel non d’annata sia rimasto talvolta contagiato dall’onnipresente stile “caramella alla frutta”, a partire dal 1995 la qualità è diventata più costante e i blanc de blancs, i rosè e i prestige cuvèe si sono sempre distinti.

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Millesimati

Pierre Gimonnet

I vigneti di questo eccellente produttore sono tutti piantiti a Chardonnay, di conseguenza è un Blanc de Blancs, fenomeno molto raro anche fra i produttori di Cote des Blancs.

La qualità è eccezionalmente alta e i prezzi molto ragionevoli.

Le Mesnil

Che meraviglia se tutti gli Champagne di questa cooperativa fossero stupefacenti come quelli qui elencati:

  • Vigne Selectionnèe Blanc de Blancs
  • Reserve Selection, Blanc de Blancs
  • Sublime

Champagne: Cosa significa la parola blanc de noirs

E’ lo Champagne prodotto interamente da uve nere, Pinot nero o Pinot meunier, o entrambe.

Il più famoso e costoso è il Vieilles Vignes Francaises di Bollinger, che rappresena l’unico esempio di Champagne Pinot nero in purezza ed è ottenuto da due minuscoli appezzamenti di viti non innestate che, complessivamente non possono produrre più di 3000 bottiglie.

Ciò spiega il prezzo salato dell’etichetta.

Oltre a Bollinger, pochi altri produttori hanno usato tradizionalmente il nome Blanc de Noirs, ma poiché il Vieilles Vignes Francaises gli ha conferito un certo prestigio, alcune case più attente all’aspetto commerciale hanno incominciato ad approfittare di questa denominazione.

Oggi anche molti supermercati vendono, con una propria etichetta degli Champane blanc de noirs.

Senza volerlo Bollinger ha creato il mito che un blanc de noirs sia intrinsecamente uno Champagne grande, pieno e muscoloso.

In realtà la differenza con gli altri Champagne è minima.

Se si assaggia un’etichetta nera di Serge Mathieu si può scoprire uno Champagne così elegante che nessuno lo penserebbe prodotto esclusivamente con Pinot Nero.

Per non parlare poi del fatto che proviene dalla regione di Aube.

Il Wintertime di Pommery e il Blanc de Noirs Grand Cru non millesimato della cooperativa Mailly meritano una menzione d’onore.

Un’altra cooperativa, Veuve a Devaux, è appena rientrata in produzione con i suoi Blanc De Noirs non millesimati, e dovrebbe compilare una lista se gli standard saranno mantenuti.

Ecco la lista dei migliori Champagne blanc de noirs

Al primo posto abbiamo sempre l’indiscutibile Bollinger con lo Champagne Vieilles Vignes Francaises

a seguire:

Canard Duchene con lo Champane Charles VII

Di proprietà della Veuve Clicquot dal 1978 al 2003, quando fu assorbita dal gruppo di Alain Thienot.

La qualità di questi Champagne convenienti e di prona beva è migliorata dalla metà degli anni Novanta.

La versione Blanc de Noirs della prestige Cuvee Charles VII è di seria qualità.

Moet E Chandon con lo champange Les Sarments D’ay

Di gran lunga la più grande casa produttrice di Champagne, è anche la società leader del gruppo LVMH CHE COMPRENDE FRA LE ALTRE Mercier, Krug, Ruinart, Pommery, Veuve Clicquot e Canard Duchene.

Appena messo sul mercato, per il suo stile morbido il Brut Imperial si rivela accettabile per tutti e non offensivo per nessuno anche se, essendo relativamente neutro, non ottiene mai grossi risultati in un assaggio comparativo.

Tuttavia, dopo altri 12 mesi di invecchiamento in bottiglia, si trasforma in uno Champagne molto più pieno e ricco di aromi tostati, in grado di vincere qualsiasi test competitivo.

Collocati tra gli ingiustamente criticati vini d’annata e l’universalmente lodato Dom Perignon, il Brut Imperial  e il Brut Imperial Rose sono stati entrambi ignorati e sottovalutati.

Con le vendite di Dom Perignon , vicine ai 2 milioni di bottiglie, e la politica del gruppo di spingere le grandi Cuvees, la prossima mossa dovrebbe essere quella di aggiungere altri 100 ettari, ai 200 attualmente riservati al più famoso degli Champagne.

Investire in un’azienda vinicola dedicata esclusivamente al Dom Perignon e sviluppare una gamma di vini sotto questa etichetta, che viene già percepita a pieno diritto come una vera marca.

Champagne: il significato di extra sec, sec e demi sec

In teoria, quello doux è il tipo di Champagne più dolce, con un livello di zuccheri residui superiore a 50 grammi per litro, ma ormai questo tipo di vino si vede di rado.

L’ultimo doux venduto fu uno Champagne Roederer Carte Blanche fatto con vino base del 1983.

La scomparsa del doux ha comportato che, in pratica, il demi sec sia diventato il tipo più dolce di Champagne.

Un demi sec può contenere da 33 a 50 grammi di zucchero residuo per litro, anche se in genere non ne contiene più di 35 e solo ochi arrivano a 45 grammi.

Si può quindi dire che un demi sec non è né un vino secco né un vino dolce e, dato che viene venduto soprattutto a una fascia di mercato non sofisticata, gli Champenois hanno pouto produrlo impunemente utilizzando vini di qualità sempre più scarsa.

Ci sono naturalmente delle eccezioni, ma lo Champagne demi sec è ormai così adulterato che pochi Champenois lo prendono sul serio.

Le eccezioni, che pure esistono, non sono abbastanza dolci da accompagnarsi a un dessert ed è preferibile servirle con le portate principali o addirittura con gli antipasti.

Con pezzi di frutta nella salsa o con guarnizioni che presentino una naturale dolcezza, che richieda un richiamo nel vino.

Champagne: Come si fa il rosé?

Il primo Champagne rosè messo in commercio di cui si abbia notizia è il Cicquot del 1777 e , da allora , questo vino hagoduto di un effimero scoppio di popolarità.

E’ il solo rosè Europeo che possa essere fatto assemblando vino bianco con un pò di rosso.

Mentre tutti gli altri rosè , sia fermi , sia spunti, devono essere prodotti macerando le bucce e il succo per estrarre i pigmenti.

Molto Champagne rosa è prodotto più più per assemblaggio che non per macerazione e, in una proa di assaggio cieco è stato impossibile distinguere i due vini di Champagne.

Entrambi i metodi possono dare comunque vini buoni e vini cattivi che possono avere un colore più chiaro o più scuro e un sapore più ricco o più delicato.

Un buon Chamapgne rosè deve avere colore attraente, limpidezza perfetta e una spuma bianchissima.

Perchè il rosé di Krug?

Krug o ne fa troppo o non lo vende abbastanza rapidamente, o semplicemente non ne produce sufficientemente spesso.

E’ l’unico vino nella gamma Krug che non ripaga la conservazione e in diverse occasioni è l’unico rosè disponibile della casa.

 

 

Champagne: billicart Salmon rosè

Un altro Champagne rosé che consigliamo

 

Champagne: come si fa il pas dosé?

Il primo Champagne pas dosé fu il Grand Vin sans Sucre di Laurent Perrier, venduto nel 1889.

Ufficialmente Brut Extra, ma commercialmente etichettati in vari modi come Brut Zero, Brut Sauvage, Ultra Brut o Sans Sucre;

questi vini erano entrati molto in voga agli inizi degli anni 80 anche per l’intervento di alcuni critici che, dopo aver avuto il privilegio di assaggiare meravigliosi vini di vecchie annate immediatamente dopo il loro Degorgement, avevano concluso che uno Champagne pas Dosè fosse in qualche modo superiore allo Champagne con liqueur d’expedition.

Ciò è vero, ovviamente, se il vino è di qualità superiore e se è invecchiato almeno 10 anni prima del degorgement.

Se però lo Champagne ha trascorso solo il normale periodo di invecchiamento previsto per la commercializzazione, non può che rivelarsi austero, aspro e gradevole al palato e ciò spiega perchè la moda abbia avuto vita breve.

Talvolta pensiamo di avere scoperto un grande Champagne pas Dosè per poi rimanere delusi nella annate successive.

Fra questi dobbiamo citare De Brune, Mailly e Philipponnat.

Abbiamo Gradito il Brut Extra Selection di Delouvin Nowack nel 1996, ma non le precedenti o le annate posteriori.

Avremmo potuto morire per il primo lancio sul mercato di NV Pinot Noir Zero Dosage di André e Michel Drappier, ma le seguenti sono cadute poco dopo.

Perfino Billecart Salmon sono riusciti a ridurre uno Champagne grandioso a meramente buono molto buono quando hanno lanciato il loro Les Clos St Hilaire da un’unica vigna versione Pas Dosè nell’annata inaugurale del 1995.

Possiamo dire lo stesso del Corne Beautray di Jacquesson.

Champagne: cosa significa cuvee de prestige?

Dom perignon champagneConosciute anche come special o deluxe, le cuvèes de prestige dovrebbero essere il meglio che lo Champagne possa offrire, indipendentemente dal prezzo.

Il Dom Perignon, lanciato nel 1936 , fu il primo di questi Champagne, almeno dal punto di visa commerciale, dato che il Cristal di Roederer.

Pur vantando una storia più lunga essendo stato prodotto per la prima volta nel 1879, era riservato esclusivamente allo zar Alessandro II e la prima Cuvèe Cristal fu lanciata sul mercato solo nel 1945.

Una tipica cuvèe prestige può anche essere prodotta con vini provenienti dai vigneti di proprietàdi una sola società e l’assemblagio è spesso limitato ai soli Grans Crus.

Nella maggior parte dei casi si tratta di Champagne millesimato e molti sono prodotti secondo i metodi più tradizionali:

Fermentazione in legno

Sigillatura con tappo in sughero e agrafe piuttosto che con tappo a corona

Degorgement Manuale

Invecchiati più a lungo del normale e venduti in bottiglie speciali.

Alcuni hanno un prezzo eccessivo rispetto alla qualità, altri sono iper raffinati e talmente pastosi che hanno perso qualsiasi emozione, ma per la maggior parte sono Champagne davvero eccezionali e valgono ogni soldo speso per comprarli.

Oltre alle Cuvèes  deluxe ci sono molte più cuvèes premium che probabilmente hanno un valore di gran lunga superiore.

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CHAMPAGNE: Il diagramma della dolcezza per acquistarlo con più sicurezza.

La dolcezza di uno Champagne può essere indicata con precisione dal suo livello di zucchero residuo, misurato in grammi per litro.

Il dosage percentuale applicato, cui fanno riferimento alcuni testi, non è un dato preciso, in quanto il liqueur aggiunto in questa fase può essere anch’esso di dolcezza variabile.

I livelli previsti per la legge sono i seguenti:

BRUT NATURE 0-3 GRAMMI PER LITRO: Assolutamente molto secco

EXTRA BRUT 0-6 GRAMMI PER LITRO: Molto secco

BRUT 0-15 GRAMMI PER LITRO: Da secco a molto secco, ma mai austero.

EXTRA SEC O EXTRA DRY 12-20 GRAMMI PER LITRO: il nome è fuorviante, da secco a mediamente secco.

SEC O DRY 17-35 GRAMMI PER LITRO: Ancor più fuorviante da medio ad amabile

DEMI SEC 35-50 GRAMMI PER LITRO: Decisamente dolce, ma non una vera dolcezza da dessert.

DOUX OLTRE 50 GRAMMI PER LITRO: Molto dolce, era il tipo preferito degli zar , ma non è più prodotto per il commercio.

Il motivo è che secondo la vecchia normativa dello Champagne, rich o riche compariva come alternativa ufficiale di demi sec, ma tale denominazione viene usata per indicare tipologie intermedie tra sec e demi sec.

Conclusione

In questo blog abbiamo cercato di inserire più informazioni possibili su questo fantastico mondo delle bollicine.

Adesso sicuramente sarai diventato molto più esperto!

Per qualsiasi informazione non esitare a contattarci! Il nostro Team Sommelier è sempre a tua disposizione.

 

TEAM SOMMELIER SHOPBAGINBOX

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Comments (4)

  • MARCO DOMENIGHINI rispondere

    Buonasera,
    mi hanno proposto l’acquisto del Dom Perignon vintage 2008 a circa Euro 200 dicendomi che rasenta la perfezione.
    Come valutate il prezzo?
    Secondo Voi ha senso prenderne 6 bottiglie per rivenderle tra 10 anni? Quanto si può apprezzare?

    Grazie

    30 Gennaio 2019 a 5:32 pm
    • Rocca Imperiale S.R.L.S. rispondere

      Il prezzo è giusto per questa tipologia di vino.
      Diciamo che per lo Chamapagne aspettare ancora 10 anni non è opportuno.. Andrebbe sicuramente in decadimento la qualità.
      Pertanto consigliamo di consumarlo entro un paio di anni.
      Saluti
      Team Sommelier Shopbaginbox

      19 Aprile 2019 a 8:46 am
  • Salvatore rispondere

    Salve
    Vorrei fare compravendita di Champagne
    Potete dirmi come iniziare?
    Grazie

    20 Marzo 2018 a 11:32 pm
    • Rocca Imperiale S.R.L.S. rispondere

      Buongiorno innanzitutto deve studiare tanto lo Champagne in Francese, inizierei per iniziare ad appoggiarmi già ad un importatore italiano per vedere se il business possa funzionare.

      21 Marzo 2018 a 9:04 am

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